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Ermanno Toschi

1906 - 1999
Biografia
Lugo di Romagna, RA, 1906 - Fiesole, FI, 1999.
Trasferitosi a Firenze nel 1920, frequentò la Scuola d’Arte di S. Croce. Entrato nell’ambiente artistico toscano conobbe maestri come Capocchini, Annigoni, Zuccoli, Galileo Chini, Guido Spadolini, Lorenzo Viani. Fu collaboratore del pittore Silvio Bicchi per decorazioni in varie città d’Italia. Insieme al cognato Vittorio Granchi frequentò la Libera Scuola del Nudo all’Accademia di Belle Arti di Firenze e lavorò molto nell’affresco e nel restauro, aprendo anche un studio. Collaborò con l’architetto Coppedè e con l’editore Salani.
Dopo la guerra fu impegnato nel recupero del patrimonio artistico in Toscana e dopo l’alluvione di Firenze nel 1966 si dedicò al salvataggio delle opere d’arte e al restauro dei musei fiorentini.
Innumerevoli e importanti le mostre a cui ha partecipato, tra cui la Biennale di Venezia e più volte a Palazzo Strozzi a Firenze. Prestigiosi i riconoscimenti ricevuti, tra cui la nomina ad Accademico delle Arti del Disegno di Firenze. Sue opere si trovano in musei e gallerie a Firenze, a Roma ed in altre città.

Gabriella Gentilini
dal catalogo della mostra “Atmosfere familiari”, Firenzeart Gallery, Firenze, gennaio-febbraio 2002.


Recensioni
Sfogliando le pagine del secolo appena trascorso si potrebbe dire che la storia dell’arte si è svolta più nel silenzio che nel clamore. Tanti infatti sono i personaggi che hanno lavorato assidui e ligi al mestiere, sorretti da un grande impegno e da un altrettanto grande talento.
Ermanno Toschi è uno di loro schivo e mite di carattere, ma incline all’amicizia e alla collaborazione di validissimi colleghi con i quali condivise il fervido clima dei primi decenni del ‘900, nonché apprezzato da maestri come Lorenzo Viani, che lo invitò ad esporre al Kursaal di Viareggio.
La sua pittura intensa, fatta di toni intimi e raccolti, ma anche i disegni, di splendida efficacia, suggeriscono una semplicità ed una ricchezza che sono proiezione dell’anima. Nei bellissimi ritratti, nelle maternità e nei nudi, come nei paesaggi, la morbidezza del tessuto cromatico riflette sempre un’atmosfera familiare, soffusa di malinconia e di affetti, di attenzione e di amore per la vita, per i suoi valori, per le persone, per le cose, per i ricordi. Una delicata poesia che segue lo scorrere del tempo, nella verità e nella tenerezza di immagini piene di umanità, palpitanti di sentimenti e di emozioni.
Nelle opere di Ermanno Toschi si avverte una serenità che proviene dalla fede, ma anche un filo di inquietudine, di insoddisfazione, “poiché - affermava - l’arte per me è una passione che fa soffrire e una meta difficilmente raggiungibile”. Questo lo portò ad indagare le potenzialità espressive della materia mediante l’uso di rena, polveri di marmo, cemento, stesi sulla tela o mescolati al colore che preparava lui stesso, sfruttando la sapienza tecnica derivante del suo prezioso lavoro nel campo dell’affresco e del restauro. Sapere e amore che ha sempre trasmesso a chi gli stava accanto, come il figlio Paolo.

GABRIELLA GENTILINI
dal catalogo della mostra “Atmosfere familiari”, Firenzeart Gallery, Firenze, gennaio-febbraio 2002.
Mostre
Firenzeart Gallery, Firenze, "Atmosfere familiari", a cura di GABRIELLA GENTILINI, gennaio-febbraio 2002.
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