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Teobaldo Da Vinci

Nato nel 1925,nel 1941-42 frequenta la scuola Sassetti di Firenze e successivamente si impiega in un'azienda di insegne, specializzandosi nell'uso del neon ed inventando colori fluorescenti.
Dal 1970 si dedica a dipinti ad olio chiari e rigorosi, ma soprattutto alla "Scultopittura", inventando quadri di sagome in plexiglas - spesso tondi solcati da onde, opachi o dipinti - ove si accentuano modulazioni e moltiplicazioni della luce sul materiale.
Redige un Manifesto sulla Scultopittura ed espone le opere per la prima volta alla Galleria Inquadrature (Firenze, 1975) e a Palazzo Grassi (Venezia, 1979). Contemporaneamente parte il suo impegno per il tema delle onde elettromagnetiche nocive che percorrerà tutta la sua carriera, portando ad un inasprimento del carattere dolce e sereno della sua produzione.Del 1983-85 è l'Ultima Cena, gruppo di sculture in creta. Nel 1989 la figlia Lucia costituisce una Permanente (5 sale) ad Impruneta.
E' scomparso improvvisamente il 4 maggio 2004.

Impruneta, 8 dicembre 2004

Testo pubblicato in ECO D’ARTE Dic.2004

Le sue ultime parole significative per noi, pochi giorni prima di andarsene così improvvisamente, sono state dette alle mie figlie, la sera dopo l’inaugurazione alla Mostra “Da Rosai a Schifano - Maestri del Novecento” alla Galleria Firenzeart.
“ Mi commuove tanta ammirazione da parte delle mie nipoti! ”
Questo era ciò che contava per lui: contare per noi, la sua famiglia.
Un nonno che aveva voluto esserci anche per i nipoti (ben sette, diceva orgoglioso) come non aveva potuto fare con noi figli come avrebbe voluto, inghiottito com’era dalla sua passione…. una vita spesa per il lavoro e per l’Arte. Una passione per la luce, filo conduttore nel suo lavoro di ricerca e sperimentazione nel neon, come artigiano d’insegne luminose, ma con il cuore d’artista con l’occhio sempre pronto a cogliere la luce dell’idea: germoglio di ogni sua iniziativa.
Inventore della “scultopittura” quadri in plexiglas, è stato un pioniere negli anni ’70. Attento a tutto ciò che lo circondava e sensibile ai temi della “luce” intesa come energia universale e interiore, ha visualizzato le onde magnetiche quando ancora nessuno dava importanza a questo nuovo fenomeno: il condizionamento delle onde elettromagnetiche.
Tanto è stato scritto su di lui e della sua arte: un uomo d’ingegno che ha saputo scandire una nuova era dominata dalla tecnologia ma con una consapevole visione umanistica.
Non ha mai concepito l’Arte come mezzo per la ricchezza e il successo personale, ma piuttosto come la realizzazione di un sogno creato per fare poesia e trasmettere agli altri messaggi di vita. Ecco l’altra luce, quella interiore che al di sopra di tutto, del suo lavoro, della sua Arte rimane a noi. Un uomo di fede, profondamente onesto e generoso.
Forse difficile da capire per chi non condivideva con lui le sue passioni.
Intuitivo ha saputo precorrere i tempi che noi viviamo e come hanno scritto di lui:
“ha avuto una visione attuale dell’arte come recupero della memoria, dell’energia vitale e insieme proiezione e progettazione del futuro.”
Emblematica quindi la sua presenza in permanenza al Museo Bargellini alla mostra “Luce vero sole dell’arte” per lui che ha dedicato la vita alla ricerca della luce. Questa, non solo nelle sue opere che riflettono quest’essenza, a cominciare da quelle al neon e a finire con le sculture in plexiglass che vivono di luce, ma anche per se stesso nella sua ricerca spirituale adesso conclusa. Proprio attraverso l’Arte ha avuto la possibilità d’incontrare e conoscere la vera “Luce”, quella spirituale e io con lui ho avuto la consolazione di condividere tutto questo.

Lucia Santini

Opere pubblicate su Eco d’Arte


“Dolce maternità” 1979
39x30x14
scultura in plexiglas
pubblicata in internet

www.firenzeart.com/artisti/teobaldodavinci
presentata in occasione della mostra “Da Rosai a Schifano –Maestri del Novecento”
il 29 aprile/30 giugno/2004


“Spazzatura nello spazio” 1995
59,50x70
scultopittura in plexiglas

www.teobaldodavinci.it/opere/scultopitture
in permanenza presso il Museo G: Bargellini – Pieve di Cento



Da Eco d’Arte Nov./Dic.2004

Nel corso di trent’anni di conoscenza e di reciproca stima, Eco d’Arte Moderna ha documentato più volte il percorso artistico di Teobaldo da Vinci; soprattutto negli anni Settanta-Ottanta quando le sue geometrie figurali derivanti dallo studio delle onde magnetiche e l’uso dei materiali luminosi e trasparenti, come il plexiglas, lo ponevano all’attenzione per l’originalità e l’armonia delle sue ricerche espressive. Nel ricordo rimane vivo non solo il contributo che l’artista ha dato al suo tempo ma anche il personaggio amabile, cosciente del proprio valore senza compromessi con il successo. Paolo Baracchi

Opere di Teobaldo Da Vinci (1)


tratta solo opere
Autentiche e Certificate

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