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Renato Santini

Nato in una famiglia operaia, dimostra precocemente attitudine al disegno. A undici anni incomincia a lavorare come imbianchino, pur continuando a dipingere. Parallelamente mostra interesse per il disegno ed inizia a frequentare il pittore viareggino Giuseppe Murri, dal quale apprende i primi rudimenti del mestiere. La prima opera nota è un dipinto dedicato al naufragio di uno schooner.
Nel 1924 si avvicina alla cartapesta in occasione della preparazione delle maschere per il Carnevale di Viareggio; proprio per il carnevale, a partire dal 1947 con "Il teatro della vita" e finendo nel 1956 con "Tempo di mambo", realizzò numerosi carri.
Nel 1926 inizia a frequentarne lo studio di Lorenzo Viani, che gli suggerisce di inviare una sua opera (precedentemente esposta in occasione di una sindacale al Kursaal di Viareggio), alla mostra internazionale di Palazzo Strozzi a Firenze nel 1934. Il dipinto, ribattezzato "Donne di marinai", viene acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.
Nello stesso periodo, Santini conosce e frequenta diversi artisti ed intellettuali presenti in Versilia, quali Arturo Dazzi, Renzo Grazzini, Moses Levy ed Arturo Martini.
La sua attività pittorica ed espositiva si fa sempre più intensa ed importante: nel 1943, 1955, 1959 e 1965 espone alla Quadriennale di Roma e riceve numerosi premi, conquistando una certa risonanza a livello nazionale. Allestisce alcune personali; al Centro Versiliese delle Arti, Viareggio (1954), alla Galleria S. Trinità, a Firenze (1957), alla Navicella di Viareggio (1957 e 1958) e alla Galleria Bergamini di Milano (1959). Negli anni seguenti vince i premi "Modigliani" di Livorno, "La Triglia d'Oro" di Marina di Carrara e l'"Arezzo", con Silvio Loffredo. Nel 1962 allestisce una personale a Roma, alla Galleria Penelope, presentata da Renato Guttuso, che parlerà di lui anche in un documentario che la Rai gli dedicherà in seguito.
Nel 1947 lavorò alle scenografie del film Le avventure di Pinocchio, per la regia di Giannetto Guardone, girato a Viareggio, con la collaborazione delle maestranze specializzate nell'allestimento dei carri del carnevale.
Nel 1926 conosce Lorenzo Viani e inizia a frequentarne lo studio diventando suo allievo. Incoraggiato dal maestro decide di inviare un suo dipinto alla Mostra Interregionale di Palazzo Strozzi, ma la tela venne in seguito acquistata dal Palazzo Pitti. In questo periodo conosce diversi artisti che frequentano la Versilia (Moses Levy, Arturo Martini).
A partire dal 1943 espone per ben quattro volte alla Quadriennale di Roma (le altre nel 1955, 1959 e 1965), poi nel dopoguerra ci furono numerosissime mostre personali: Viareggio, Firenze, Milano, Livorno, Carrara, Roma, Arezzo, Spoleto, Ancona, Bari, Lodi, Prato, La Spezia, San Marino, Verona e Pisa.
Sempre in questi anni partecipa ad alcune rassegne nazionali vincendo alcuni premi.
Nel 1965 partecipa alla realizzazione del film Angiò uomo d'acqua di Alessandro Brissoni, tratto dal romanzo di Viani, e recita nelle vesti del personaggio di Nerin Nerone. Seguono una serie di presenze in mostre e rassegne collettive di rilievo e qualificati attestati di stima da critici e letterati, che ne mettono in evidenza la sensibilità nel rappresentare i luoghi di lavoro, le spiagge ed i paesaggi della Versilia: tra questi ricordiamo Franco Russoli, Pier Carlo Santini, Antonio Del Guercio, lo stesso Mario De Micheli, Marcello Venturoli, Dario Micassi, Tommaso Paloscia, Dino Carlesi, Silvio Micheli, Gianfranco Bruno, Giorgio Seveso, ed altri ancora. Fra le personali ricordiamo quella alla Galleria Ferretti di Viareggio (1971 e 1973), al Palazzo Comunale di Cusano Milanino (1971), alla Galleria Blue Chips di Lucca (1977), alla Galleria Farsetti delle Focette (1978), alla Galleria II Pisanello di Pisa (1981). Nel 1984 il Comune di Viareggio gli dedica una grande antologica a Palazzo Paolina, curata da Piero Pacini. L'anno dopo un suo autoritratto entra a far parte della prestigiosa collezione degli Uffizi di Firenze. Dal 1993 espone in personali a Milano, alla Galleria Ciovasso, presentata da Mario De Micheli, a Genova, alla Galleria La Maddalena e a Firenze all'Istituto di Cultura di Francia
Dal 1985 un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Nel 1994 espone al Centro Arte Moderna, Pisa, e partecipa ad una collettiva allestita a Villa Le Pianore, a Camaiore. Nel 1995 il Comune di Viareggio ha incluso una donazione di alcune delle sue opere più prestigiose nella Pinacoteca Comunale d'Arte Moderna di Palazzo Paolina, dedicandogli una sala.
Muore l'8 febbraio 1995 a Viareggio dopo una breve malattia.
Dall'aprile 2009 una sezione della nuova Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio ospita diverse opere provenienti dalla donazione dell'autore e dalla donazione Pieraccini.

La sua attività espositiva si fa sempre più intensa ed importante: nel 1943, 1955, 1959 e 1965 espone alla Quadriennale di Roma e riceve numerosi premi, conquistando una certa risonanza a livello nazionale. Allestisce alcune personali; al Centro Versiliese delle Arti, Viareggio (1954), alla Galleria S. Trinità, a Firenze (1957), alla Navicella di Viareggio (1957 e 1958) e alla Galleria Bergamini di Milano (1959). Negli anni seguenti vince i premi "Modigliani" di Livorno, "La Triglia d'Oro" di Marina di Carrara e l'"Arezzo", con Silvio Loffredo. Nel 1962 allestisce una personale a Roma, alla Galleria Penelope, presentata da Renato Guttuso, che parlerà di lui anche in un documentario che la Rai gli dedicherà in seguito.

Opere di Renato Santini (1)


tratta solo opere
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