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Americo Mazzotta

1941
Biografia
Nasce a Collecchio in Provincia di Parma nel 1941;
Fa le scuole elementari e medie a Pesaro e poi viene iscritto al liceo scientifico.
Nel 1960 vince per il suo liceo con un disegno titolato ‘’fucilazione dei fratelli Bandiera”, il premio indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione per il centenario dell’Unità d’Italia ed è ospitato a Roma per una settimana in rappresentanza del suo Istituto.
Sempre per la mediazione del nonno non entra in accademia militare, ma nemmeno alla accademia di Belle Arti come avrebbe desiderato, bensì ad architettura a Firenze. Gli anni Pesaresi se erano stati duri sotto il profilo scolastico, erano stati per altro fruttuosi sotto il profilo artistico grazie a una buona tradizione che si incarnava intorno ai nomi di Baratti, scultore e ceramista, Gallucci, pittore e direttore della locale e reputatissima scuola d’arte, Nino Caffè , Wuildi ed atri più giovani, quasi coetanei, come il pittore e ceramista Bertini.
La sua prima mostra è del 1962 alla Piccola Galleria Comunale. Nel 1965 espone alla Galleria Vigna Nuova di Firenze, grazie all’appoggio del suo professore di architettura Leonardo Savioli e dopo aver sostenuto un esame con Leonardo Ricci con una tesi su Le Corbousier, ottenendo la massima valutazione con lode.
Torna a Pesaro nel novembre 1966 a causa dell’alluvione di Firenze e lavora con il padre a una ristrutturazione di un negozio e all’arredo di un ristorante, ricavato nelle cantine del palazzo Baldassini, dove esegue una pittura a muro usando pigmenti acrilici.
Nel 1968 torna a Firenze, e proprio scendendo dal treno incontra un suo compagno di liceo e di facoltà, Michelangelo Caponetto che gli annuncia:
– è scoppiata la libertà!
Partecipa attivamente al tentativo di rinnovamento dell’università con amici greci ed iraniani che lo stimano e lo aiutano in parecchie occasioni. Lo scrittore calabrese Saverio Strati lo incoraggia nella decisione di dedicarsi alla pittura che si concretizza con l’ingaggio di una piccola galleria fiorentina, dove espone stabilmente negli anni ‘68, ‘69, ‘70.
Nel 1971- ‘72 è presentato da Alfonso Gatto nella stessa galleria fiorentina ed alla Metastasio di Prato. Dello stesso anno sono le mostre a Terni e alla Sala Bleu di Selva di Fasano a Brindisi.
Nel 1973 espone alla galleria Il Castello di Carpi Presentato da Dante Gimpieri e alla Delux di Milano. Nel 1975 alla bottega d’arte La Loggia di Pistoia, presentato da Elvio Natali e a Rimini alla galleria Giulio Cesare.
Esegue la Via Crucis per la cappella dell’Istituto Madri Pie di Ovada a La Spezia e nel ‘77 tiene una personale alla galleria Riviera di Sanremo.
Per dissapori e incomprensioni con la conduzione della galleria fiorentina decide di organizzare in proprio l’esposizione delle sue opere e vi riesce prima alla Sala Laurana nel Palazzo Ducale di Pesaro, poi nel ‘78 a Parma alla galleria Sant’Andrea, sede espositiva legata all’UCAI.
Il Centro Pompdou di Parigi registra la documentazione di alcune sue opere. Aristide Barilli consiglia il ritorno di Mazzotta alla galleria Sant’Andrea nell’aprile del 1980, a seguito dalla esposizione di una settantina di lavori, fra oli e disegni, agli Amici dell’Arte di Piacenza, nei locali adiacenti la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, che al termine dell’esposizione acquista e inserisce nella collezione una sua opera che si può definire profetica per l’esistenza del pittore.
Nel 1981 ha un incidente, ma l’ episodio, in se banale, si ripercuote sulla sua vita ponendogli dolorosi interrogativi e riflessioni. Torna dall’ospedale con dei disegni appena abbozzati su Ulisse che uccide i Proci. è l’inizio di un lavoro che si svolgerà nell’arco di nove mesi, fino al 1982; 14 tavole a sanguigna su carta gessata di cm 70×70 come attualizzazione del mito classico di Ulisse; recensita da Elvio Natali, l’opera sarà pubblicata sei anni dopo nel 1987, in occasione di una esposizione di altre opere nel catalogo della mostra, edito a cura della Galleria Spagnoli di Firenze.
Il Natale del 1982 Mazzotta è invitato in modo del tutto inatteso e fortuito da don Silvano Colombo preposto di una nuova parrocchia a Redecesio, frazione nel comune di Segrate, nella periferia sud del milanese. L’invito permette all’artista di incontrare un popolo, se pur piccolo, e il suo desiderio di avere una chiesa “bella”.
Da quel 1983 Mazzotta ha dipinto e collaborato alla edificazione di 36 chiese e cappelle in Italia, in Polonia e in Kenya.
In Polonia a Oswieçim (Auscwitz) in sei mesi dipingerà nella chiesa di S.Giuseppe lavoratore la storia di una Europa che passa al terzo millenio attraverso il sacrificio di due guerre “civili”e il martirio dei campi di concentramento nazisti e dell’occupazione sovietica.
In Kenya a Nairobi progetterà il pavimento della chiesa di S. Giuseppe e la statua di Maria ; realizzerà il pavimento di 800 mq. e una cinquantina di figure con maestranze locali in seminato alla veneziana
Parteciperà per tre anni dal 1988 come pittore e decoratore al Meeting dell’Amicizia fra i Popoli di Rimini, conosce nell’occasione l’architetto Francesco Baldi.
Alcuni studenti di architettura a Firenze lo inviteranno a tenere delle lezioni sulle opere di Masaccio e del Beato Angelico e al Museo degli Uffizi negli anni ’91, ’92 ’93, di cui si ricorda una memorabile lezione sempre agli Uffizi tenuta con Massimo Camisasca in cui un giovane uditore, per ringraziare, improvviserà un concerto col suo violino in piazza della Signoria, sotto la loggia dei Lanzi.-
Nel 1993 aderisce come socio fondatore all’associazione il Baglio, creata dall’iniziativa dell’architetto Calogero Zuppardo di Palermo per attivare rapporti e conoscenze reciproche fra artigiani, artisti e architetti. A questo scopo partecipa ai corsi di Arte e Iconografia Cristiana come responsabile del laboratorio di disegno e di pittura organizzati dal Baglio che si tengono a Cefalù nel 1994/95 e nel ’96 all’abbazia benedettina di S. Martino delle Scale (PA). I corsi continueranno poi nel 1998/99 a Roma e nel 2000/01 a Vienna dove conosce il cardinale Christopher Schonborn arcivescovo di Vienna.- Seguiranno poi, negli anni successivi, i corsi a Venezia e a Casa Mari nella abbazia Benedettina; infine a Loreto dove nel 2007 si tiene una Mostra Internazionale di arte contemporanea dal titolo Crucis Mysterium, che accoglie tutti gli amici che il Baglio ha incontrato.
Nel 2014 espone oli, disegni e studi dal 1972 al 2005 con la scultrice Ceccarelli a Castel Sismondo di Rimini nell’ambito della mostra “Di terra e di luce”.
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