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Roberto Greco

1936
Biografia
Roberto Greco nasce a Bengasi nel 1936 da genitori italiani. Ha coltivato da sempre l’amore per l’arte, iniziando da giovanissimo a studiare musica classica, poi, alla metà degli anni Sessanta, si è dedicato con grande passione alla pittura. Ha maturato la propria preparazione artistica presso gli studi di noti maestri del Liceo Artistico e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, tra cui Antonio Bueno e Siro Salimbeni; ha frequentato la Scuola di Nudo ed è stato allievo di Osman Lorenzo De Scolari, operando nell’ambito della figurazione.
Nel 1971 ha iniziato l’attività espositiva con la prima mostra personale figurativa alla Galleria Cennini di Firenze. In seguito ha partecipato a rassegne nazionali in collettive e personali in diverse città italiane.
Nel 1976 si classifica primo al Concorso Nazionale dei Maestri Fiorentini.
Nel 1983 Personale alla Ken’s Art Gallery di Firenze.
Nel 1984 esegue un murales allo Stadio Artemio Franchi di Firenze e nello stesso anno gli viene assegnato il Primo Premio alla Biennale di San Giovanni Battista di Firenze.
Nel 1989 personale al Seminario Vescovile di Fiesole (Fi) con la pittura espressionista astratta.
Trascorso il periodo figurativo e passato attraverso una corrente impressionista ed espressionista, nel 1986 comincia ad abbandonare la figurazione per approdare a varie ricerche con tecniche miste, poi gradualmente ad un espressionismo informale.
Nel corso della sua carriera artistica legata alla pittura informale, partecipa a rassegne d’arte in Italia e all’estero, come Fiere d’Arte Contemporanea a Bologna, Padova, Firenze e all’estero, dove ritroviamo le sue opere in collezioni private e pubbliche.
Si sono occupati della sua opera con interesse reti televisive nazionali e private.
Ha al suo attivo una lunga esperienza nella ricerca contemporanea, documentata da una bibliografia di riguardo, fitta di firme notissime nella critica italiana.
Attualmente ha raggiunto un linguaggio espressionista informale di immagini rapide di colore materico. Da un paio d’anni si dedica anche alla scultura.
Tra le più recenti, importanti mostre personali ricordiamo:
2004 Palazzo Panciatichi sede del Consiglio Regionale della Toscana, Firenze, a cura di Giovanna M. Carli, con catalogo “Sipario su l’Essenziale” a cura di Franco Manescalchi;
2005, Personale Accademia Musicale d’Arte di Firenze, a cura di Giampiero Iacopini;
2006, aprile, Palazzo Cerretani, Regione Toscana, collettiva “Il cavallo di De Chirico, assoli d’autore in Toscana”, a cura di Giovanna M. Carli;
2006, Bologna, Galleria 18; Mantova, Galleria Sartori; Edigrafica, Firenze.
2007 Collettiva Mostra Omaggio a Ottone Rosai, Palazzo Panciatichi, Firenze, catalogo Regione Toscana.
2007, febbraio-marzo, Personale alla Galleria Marte, Pistoia, a cura di Giacomo Ferri;
2007, Personale alla Galleria Alanda Arte, Carrara.
2008, settembre, Palazzo Panciatichi, Regione Toscana, Collettiva “Testimonianze” a cura di Giampiero Iacopini e Severino Saccardi.
2009, marzo, collettiva Omaggio a Giovanni Fattori.
2009, maggio personale nella Sede Provinciale di Confartigianato Imprese, Prato.
2009, novembre, personale presso il Comune di Pietrasanta, Assessorato alla Cultura.
Recensioni
ROBERTO GRECO, SINFONIE DIPINTE
Segue il suo percorso senza incertezze e strada facendo arricchisce il suo bagaglio già colmo di eccellenti esperienze. La vicenda artistica di Roberto Greco si snoda all’insegna della continuità e della coerenza, del gusto della sperimentazione seria e rigorosa attorno alle infinite potenzialità della materia pittorica, che diviene docile mezzo espressivo di valori visivi e sensoriali, di umore e verità in grado di fondersi e di vibrare all’unisono, in un unico esistere.
Il gesto, consumato nella ricerca nobile e appassionata all’interno delle forme in continuo divenire e dei materiali di cui si compongono, si distende e si amplifica, aggiunge luce al già luminoso assemblaggio cromatico, schiarisce e modula i toni, li veste di orecchiabili armonie, nella matura consapevolezza di avere raggiunto una chiarezza mentale ed espositiva tale da rendere sincero e profondo il dialogo con l’osservatore.
Con garbata e serena efficacia, Roberto Greco ci racconta di noi e del nostro universo vitale, senza mai staccarsi dai suoi celeberrimi simboli iconografici (dalle sfere infuocate alle sequenze di linee, dai numeri ai brani di spartiti, ai ritagli di juta), che come note musicali si dispiegano a comporre le sue sinfonie dipinte.

GABRIELLA GENTILINI

Firenze, aprile 2009


ROBERTO GRECO, UN GUIZZO D’INFINITO
Come frammenti di vissuto e simboli archetipi dell’esistenza vitale nel cosmo, ricorrono i simboli di un lessico inconfondibile ed essenziale che connota l’opera di Roberto Greco. Globi incandescenti, linee parallele, numeri, le immancabili proprie iniziali, accompagnano composizioni ricchissime di materia pittorica e non solo: pezzi di juta, stralci di giornali e soprattutto di spartiti musicali, a lui notoriamente cari.
Mentre si allontana dall’eco della pop art, Roberto Greco si allinea ad una sorta di espressionismo informale che nella sua pittura raggiunge livelli di altissima suggestione visiva e tattile. Ogni opera, riconoscibile per qualità e raffinatezza, è un’entità dinamica di pensiero e di riflessione, vibrante dell’emozione improvvisa che si dilata nella pausa di una lenta meditazione. E’ un guizzo d’infinito, visto che l’artista sa conciliare e fondere efficacemente gli opposti: caos ed armonia, istintualità e ragione, luce ed ombra, forza e delicatezza, sonorità e silenzio, ruvidezza del materiale ed eleganza della composizione. E sa trasferire e sviluppare la sua ricerca, seriamente appassionata, in scultura, utilizzando materiali di recupero per creare forme che non nascono mai per caso, ma che sanno sempre disvelare un significato preciso e profondo e, al pari delle opere pittoriche, brillano per maestria di esecuzione e trasmettono tutto il fascino della scoperta e la sostanza del loro contenuto.

GABRIELLA GENTILINI

Firenze, aprile 2007


ROBERTO GRECO, DI LUCE E DI VITA
Tre sottili linee parallele ricorrono nelle opere di Roberto Greco come un marchio, richiamando ad un ordine mentale, ad un’armonia suprema che scandisce l’eterno fluire della vita. A cominciare dai vibranti ammassi cromatici che rimandano alla materia cosmica primordiale squarciata da luci improvvise, liquefatta dall’abbagliante calore scaturito da globi incandescenti.
Quei “graffi dell’anima”, quasi simboli del vissuto, affiorano dai frammenti della nostra esistenza e si ripetono in numero da tre a cinque, evocando il pentagramma o trasformandosi in corde di una chitarra appena accennata, le cui note accompagnano i momenti della giornata e accendono ricordi ed emozioni che l’artista “orchestra” attorno ad un brano di spartito, a testimoniare i suoi trascorsi di musicista.
Greco si avvale di tecniche miste che prendono in esame vari materiali, assemblandoli in un tessuto cromatico consistente, dalle sonorità espressioniste. Ne derivano suggestive composizioni ordinate in modo mai casuale, bensì rispondente ad una meditata ricerca che parte dalla realtà quotidiana per seguire i ritmi di un sentire interiore intenso, spontaneo, appassionato, che unisce riflessione e istintualità. Un singolare percorso di sperimentazione che tiene conto di un passato legato alla tradizione figurativa, base imprescindibile per un lavoro serio da arricchire strada facendo di nuove esperienze e di significati profondi, da nutrire di forza e di luce.
L’idea, la materia e la forma trovano una fusione perfetta nei lavori di Roberto Greco, componendosi in soluzioni raffinate e preziose, pienamente godibili nella loro coinvolgente vitalità, capaci di emanare un senso di grande energia e di continuo movimento, lasciando spazio ad espressioni che passano dalla gioia alla malinconia, dall’inquietudine alla serenità. Stati d’animo colti al volo e salvati con un colpo di pennello, con un gesto sapiente e immediato che racchiude un mondo di sentimenti veri e di brillante fantasia.

GABRIELLA GENTILINI

Firenze, 2002

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