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Giulio Mugnai

1912 - 2008
Biografia
GIULIO MUGNAI
E’ nato a Firenze nel 1912. Fin da bambino dimostrava grande attrazione ed attitudine per la pittura, ma le disagiate condizioni economiche della famiglia non gli consentivano di dedicarsi alla sua passione. Lo zio lo aiutò nello studio del violino, introducendolo nell’ambiente artistico, ma ben presto dovette cercare lavoro. Dopo varie esperienze iniziò a frequentare lo studio Polloni e quello di Nerina Simi. Cominciò a partecipare alle mostre collettive del tempo, tra cui la novantasettesima mostra organizzata dalla Società delle Belle Arti di Firenze nel 1942 e la Personale al Lyceum di Firenze nel 1954.
Conobbe Rosai e Michelacci e a Livorno fu a contatto con Natali.
Ricevette tanti attestati di stima ed apprezzamento, anche da parte dei giocatori della Fiorentina vincitrice del primo scudetto nel 1955-56, a ciascuno dei quali regalò un suo quadro.
Negli anni ‘60 rimase affascinato da un viaggio in Africa, riportandone molti disegni che espose al ritorno in una mostra.
Frequentò poi Achille Funi, Mario Borgiotti e Gordigiani.
Ha proseguito la sua intensa e gratificante attività pittorica costellata di mostre e riconoscimenti fino a poco prima della scomparsa, avvenuta a Firenze il 20 marzo 2008.
Gabriella Gentilini


“... Mugnai è un pittore che sa ancora disegnare, osservare, comporre. Osservare con amore le lezioni di quel grande Maestro che è il vero, senza indugiarsi e senza chiedersi a quale scuola Egli appartenga...”
Luigi Michelacci

“... Giulio Mugnai... calato nel bel mezzo di una concentrazione di valenze artistiche del più alto livello... aperto alla sintesi che le macchie di colore-luce evidenziano, facendosi sostegno di interpretazioni sempre più personalizzate di un naturalismo equidistante dal vero e dalla fantasia... saldamente legato alle sensazioni offerte dal paesaggio, dall’ambiente e dai suoi abitatori... ma basta la lettura attenta di un volto, di un’immagine paesistica, di una natura morta, a individuarvi il gesto sempre più avido di immediatezza... talvolta questa foga senza respiro si placa all’improvviso. La mano torna a registrare negli squarci di una visione ambientale il lento trascorrere della vita e la poesia invade l’espressione... e nel disegno sempre pulito ed essenziale l’artista ha avvertito in ogni occasione l’urgenza di suggerire... e narra nel segno spoglio o “macchiato” la somma delle sensazioni ricevute... ogni rappresentazione eseguita a penna o a matita è da considerare un quadro a tutti gli effetti... Credente nei valori eterni dell’arte, Mugnai è certo di essere privilegiato da questo atto di fede nell’impegno di resistere agli sconvolgimenti virtuali insiti nelle espressioni della ricerca contemporanea. E resiste, senza acrimonia, nella difesa di un’idea che lo rende integro e vivo nella contemporaneità.”
Tommaso Paloscia


“... Il suo repertorio è lo scenario del cambiamento delle stagioni e all’interno di esso il mutare delle ore. E’ la narrazione di situazioni, momenti, silenzi, di felici particolari dell0’infinito. Il maestro toscano è una sorta di “Trovatore”, cantore di mattini, di tramonti, di masse di colore che recano il senso della nascita e della rigenerazione... Compone di pennello e di spatola, en plein air... la tavolozza di Mugnai è talmente composta di un proprio ordine cromatico che (parole sue) potrebbe dipingere “ad occhi chiusi”... Anche in queste composizioni [Venezia] si avverte, potente, il senso della corposità della luce. Una luminosità particolare, portatrice di un leggero suggerimento di malinconia... Le tematiche modernamente intese di Giulio Mugnai sono il frutto di una ricerca che non è rivolta ad ottenere effetti tramite la materia ma, al contrario, pone in primo piano la resa immediata della sensazione visiva, attraverso il misterioso strumento che è il cuore”.
Paolo Levi
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