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Antonio Ciccone

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Biografia
Antonio Ciccone è nato a S. Giovanni Rotondo, in Puglia.
Nel 1954, si è trasferito a Firenze dove ha frequentato gli studi d’arte di Pietro Annigoni, Nerina Simi e la Scuola Libera del Nudo all’Accademia delle Belle Arti.
Dal 1963 al 1980 ha vissuto tra l’Italia e gli Stati Uniti. Ha tenuto più di 175 mostre personali e le sue opere si trovano in musei e collezioni private. Ha eseguito numerosi ritratti, composizioni e paesaggi, con varie tecniche: carboncino, china, olio, acrilico e affresco. Considerato tra i principali ritrattisti mondiali, Ciccone è rinomato per i suoi maestosi ritratti in carboncino e in acrilico.
Dal 1986 al 1987 ha presentato una mostra itinerante in Inghilterra e Irlanda: Padre Pio e il Gargano.
Nel 1987 ha eseguito l 'affresco La Natività a Ponte Buggianese (Pistoia).
Nel 1992 gli fu commissionata l'opera Composizione 1992-1993 per la Cassa Rurale ed Artigiana di San Giovanni Rotondo.
Molte opere sue si trovano in musei e collezioni private, come, tra l'altro, Casa Sollievo della Sofferenza e Convento dei Cappuccini di S. Giovanni Rotondo (Foggia); Parrish Art Museum, Southampton, N.Y.; Guild Hall, East Hampton, N.Y.; FORBES Magazine Collection, N.Y.; Dixie Carter Collection, Los Angeles; Robert D. Schweizer Collection, Arizona e Lady Christina Hoare Collection, Londra.
Ciccone ha ricevuto il Val Arbogast Memorial Prize del 1970, assegnatoli dal Parrish Art Museum, N.Y.; il primo premio alla 1ê Biennale Internazionale d’Arte Sacra (Convento dei Cappuccini, S. Giovanni Rotondo, 1972) e il Premio Firenze/Europa 1992.
The Lydia series di John T. Spike (2003), è il suo ottavo libro. In precedenza sono stati pubblicati Antonio Ciccone –Vita di Pittore scritto da Alberto Maria Fortuna (1991); Composizione 1992-1993 con presentazione di Giovanni Scarale (1994); Gatti, testo di Roberta Fiorini (1995); Nello Studio, testo di Paola Bortolotti (1996); Cercando Padre Pio (1997); Padre Pio di Antonio Ciccone (1999) testo di Alberto Maria Fortuna, e Metamorphosis di Maurizio Vanni pubblicato nel 2000.
Attualmente l’artista vive e lavora a Firenze.

Recensioni
ANTONIO CICCONE, EMOZIONI IN PUNTA DI MATITA

Si porgono allo sguardo dell'osservatore con silenzioso garbo le figure di Antonio Ciccone, intense ma pacate e riservate, fissate dalla nitidezza di un segno che si posa sulla carta con sicurezza e levità che non hanno pari.
Ritratti femminili, di giovani, di bambini, degli amatissimi gatti, formano un repertorio di affetti familiari colti nella naturalezza della quotidianità, che non conosce appariscenze o clamori, ma che si nutre della verità appena sussurrata dei sentimenti. I soggetti padroneggiano lo spazio con vitalità e discrezione, avvolgi di luce e d'armonia, di una bellezza che non è data solo dai tratti esteriori, ma che è elemento speculare d'interiorità.
Maestro nelle grandi opere e nell'affresco, è nell'arte fondamentale del disegno che Ciccone sa restituire il fascino sublime dell'essenzialità, esprimendolo attraverso la purezza analitica e l'assoluta perfezione del segno con cui mirabilmente racconta, senza bisogno di scavare, lo stato d'animo, il pensiero, il segreto di un attimo.
Personaggio che si muove in punta di piedi Antonio Ciccone e lavora in punta di matita, con profondo amore e rispetto per le persone, per le cose, per la sacralità dell'esistenza. Maestro che ha avuto grandi maestri d'arte, di spiritualità, di vita e che ha saputo raccogliere ed amplificare con umiltà i doni ricevuti per continuare ad offrirli con generosità agli altri.
GABRIELLA GENTILINI


Nell'anno che vede in Palazzo Strozzi la grande mostra di Pietro Annigoni, Antonio Ciccone - forse il migliore certo il più fedele fra i suoi allievi - ha voluto dedicargli un singolare omaggio. Sono ritratti, ritratti del Maestro eseguiti dal discepolo sul filo della emozione e della memoria; una serie di grandi ritratti monocromi minuziosamente, implacabilmente, teneramente disegnati.
Pietro Annigoni è rappresentato in varie positure e in differenti espressioni. E' un unico ritratto che si frantuma e si moltiplica in molti altri. E' un viaggio intorno alla psicologia e alla personalità di un artista fatto da un artista che non solo ha conosciuto frequentato e amato il ritrattato quando era in vita ma ne ha condiviso le scelte estetiche collocandosi oggi, nel panorama dell'arte italiana, come erede consapevole e amministratore privilegiato del suo lascito culturale.
C'è un accanimento di affetto - se così si può dire - nei ritratti di Ciccone, e c'è al tempo stesso la lucidità della memoria che si svela in esattezza e splendore. Sono ritratti che vengono dal cuore ma sono anche ritratti che sottopongono l'emozione al rigore del disegno. Il Disegno che è, come insegnava Annigoni, l'anima razionale delle cose, lo strumento che permette lo scrutinio intellettuale del mondo visibile.
Antonio Ciccone possiede un sapienza tecnica stupefacente, il suo segno ha la fluidità e la fulminia efficacia tipiche dei grandi maestri della grafica. E' in grado di cogliere i caratteri fisionomici delle persone ritratte con percezione mimetica assoluta. Però Antonio Ciccone sa (anche questo gli ha insegnato il suo maestro Annigoni) che il Vero è un mistero ontologico, che nessuno mai riuscirà a rappresentare le cose come realmente, intimamente, definitivamente sono. La pittura della realtà è una approssimazione "ad infinitum". Questo è particolarmente vero quando si affronta il ritratto. Il Pietro Annigoni che Antonio Ciccone affida ai suoi bellissimi disegni segna il punto di massima vicinanza possibile al "vero" Annigoni che ha abitato questa città e che abbiamo conosciuto. Eppure noi avvertiamo che al di là del ritratto visibile, oltre l'immagine, c'è qualcos'altro. Ci sono pensieri che nessuno mai potrà mettere in figura, c'è l'incognito o, per meglio dire, l'inconoscibile che abita in ognuno di noi. Il ritrattista autentico (e tanto più quanto più si sforza di essere vero) riesce a far intendere l'enigma che in ogni volto umano è significativo. Più si conosce una persona più la si frequenta e la si ama e più si è consapevoli del mistero che vive in lei. I ritratti di amore e di memoria che Antonio Ciccone ha dedicato al suo maestro ci fanno capire che le cose stanno esattamente così.
ANTONIO PAOLUCCI

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