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Gianni Testa

Sono nato a Roma il 23 ottobre 1936, città dove tutt'ora vivo ed opero, nel centro storico, in una casa adiacente alla celebre e celebrata Fontana di Trevi.
Conclusi gli studi superiori, mi sono iscritto ai corsi di Architettura presso l'Università La Sapienza di Roma e, nonostante abbia superato a pieni voti il primo biennio, decisi di lasciare per dedicarmi completamente alla fiamma passionale della pittura che sempre più forte ardeva in me.
Frequentati i corsi della scuola di restauro presso la Galleria Borghese, sotto la guida della Prof.ssa Della Pergola, ho studiato ed approfondito le tecniche usate dagli artisti nelle varie epoche per interpretare attraverso la raffigurazione della realtà quei sentimenti e quelle emozioni che non poco mi affascinavano, tanto che per altri dieci anni mi sono dedicato quasi completamente al restauro, dal quale venni fuori profondamente motivato per le mie nuove necessità espressive.
Lasciai ormai maturo anche lo studio di questa tecnica per dedicarmi agli studi di scultura sotto l'egida del Maestro Bartolini.
In quel periodo conobbi e frequentai gli artisti Quaglia, Levi, Guttuso, Calabria e più tardi Pericle Fazzini, con i quali diventai amico.
E proprio Levi, che vedendo nelle mie prime opere un certo autentico talento, per il quale si distingue l'artista dal pittore, nel 1962 mi sollecitò a partecipare ed esporre in collettiva insieme con Quaglia, Guttuso, Mazzacurati e Domenico Purificato.
L'interesse con il quale la critica nazionale accolse i miei primi dipinti, oltre che le mie sculture, mi stimolò a proseguire con caparbia tenacia la strada intrapresa, che si rivelerà nel corso degli anni piena di sacrifici e rinunce ma anche colma di successi e di traguardi brillantemente superati.
Molti sono stati infatti i premi fin qui conseguiti, le rassegne collettive d'arte cui ho partecipato, dalla Biennale Romana (sin dal 1968) alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma (sin dal 1975), solo per citarne alcuni, e altrettanti i concorsi nazionali vinti, partendo dal 1° Premio al Concorso "Brandy Italiano" del lontano 1970, fino al recente Premio alla Carriera consegnatomi dal critico d'arte Prof. Vittorio Sgarbi e la nomina a "Pittore di Marina Benemerito".
Molte sono state le mostre in questi ultimi anni, in Italia e all' estero: Germania, Basilea, New York, Philadelfia, e poi nel 2014 la mostra antologica presso il Complesso del Vittoriano a Roma con la presenza e l’ intervento del critico e storico dell’ arte prof. Claudio Strinati.
A novembre 2015 ho avuto il piacere e l’onore di partecipare alla rassegna collettiva "Grande canale della Pace “ curata dal critico d’ arte Gregorio Rossi.
Riguardo la mia arte: si dice che la pittura di Gianni Testa è universalmente conosciuta per i cavalli. Chi dice Gianni Testa pensa subito al “pittore dei cavalli“. Ma la sua arte va oltre questo stereotipo ed è caratterizzata da un cromatismo molto acceso e da figure eteree e turbinose che rimandano a generi pittorici che spaziano dal realismo all’espressionismo.
In particolare è da notare la sua capacità di astrarre le forme dalla massa informe delle pennellate, quasi a estrarre la materia dal caos primordiale.

I was born in Rome on the 23rd of October 1936, and I still live and work there, in the old town centre, in a house in the vicinity of the famous and celebrated Trevi Fountain.
As soon as I finished high school, I enrolled in the courses of architecture at the Università La Sapienza in Rome and, although I passed my first biennium with flying colours, I decided to leave the university to devote myself completely to the passionate flame of painting, which was burning in me from strength to strength.
After attending the restoration courses at the Galleria Borghese, under the guide of Professoressa Della Pergola, I have studied and broadened my knowledge of the techniques used by different artists in different art periods, to represent through the depiction of reality those feelings and emotions that fascinated me more than a little, so much that I dedicated myself almost totally to restoration for ten more years, experience from which I emerged deeply motivated for my new expressive needs.
I was already mature when I finished studying also this technique to devote myself to the study of sculpture under the auspices of Maestro Bartolini.
In those days I met and spend time with artists with whom I became friends, as Quaglia, Levi, Guttuso, Calabria and later on Pericle Fazzini. And it was Levi who saw an authentic talent in my first works, thanks to which you could tell the artist from the painter, and who urged me in 1962 to take part in a collective exhibition with Quaglia, Guttuso, Mazzacurati and Domenico Purificato. The interest with which the national critics welcomed my first paintings, as well as my sculptures, encouraged me to continue with stubborn tenacity along this path, which over the years would turn out to be full of sacrifices and hardships but also of achievements and targets exceeded.
Many are indeed the awards I was given so far, the collective exhibitions I have taken part in, starting from the Biennale Romana (since 1968), to the Triennale di Milano and the Quadriennale di Roma (since 1975), to name a few, and just as many are the national competitions I won, starting from the first prize at the "Brandy Italiano" as far back as 1970, up to the more recent Premio alla Carriera (carreer achievement award) which I received from the art critic Professor Vittorio Sgarbi.
There have been many exhibitions in the recent years, in Italy and abroad in Germany, Basel, New York, Philadelphia. My last effort has been my anthologic exhibition at the Vittoriano in Rome in sept-oct. 2014.

About my art, it is said that the painting of Gianni Testa is universally known for its “horses”. If one thinks about Gianni Testa one immediately thinks about “the painter of horses”. But his art goes way beyond this stereotype and is characterized by a very bright chromatism and by ethereal and swirling figures, which refer to pictorial genres ranging from Realism to Expressionism.
It is particularly important to be noted his ability to abstract the forms from the formless mass of the brush strokes, almost bringing out the material from the primordial chaos.

Ero ancora un ragazzo quando andavo a Lugano dai miei nonni paterni che ivi vivevano dopo aver trascorso una vita di lavoro a Zurigo.
Allora (si parla dei primi anni Trenta del secolo scorso) non esisteva la televisione e la radio era agli inizi. Per riempire la serata dopo la cena, mia nonna Teresa, che era un'anima semplice nata a Mede, leggeva a mio nonno, afflitto da una paralisi che l'aveva colpito alla parola, i romanzi che quotidianamente il Secolo-Sera pubblicava e la lettura del racconto era spesso interrotta dal commento della brava donna con frasi come questa: "Te vedet, Toni, al fantasma l'era lù". Era un segno della commossa partecipazione dei due anziani all'immaginario del romanzo a puntate. Ma la presenza eccezionale del nipote Raffaellino che studiava al ginnasio fiorentino Galileo, convinse i miei nonni a disseppellire dalla biblioteca di casa i grandi tomi del Paradiso Perduto di Milton, del Don Chisciotte e soprattutto della Divina Commedia di Dante Alighieri che io leggevo metodicamente "Canto" dopo "Canto" ai due simpatici nonni. Io mi divertivo e loro più di me che commentavano. Ma il più bel commento erano le tavole di Gustave Doré che accompagnavano il viaggio di Dante e Virgilio nei tre mondi ultraterreni. Era veramente straordinaria la capacità dell'illustratore francese di rendere reali i fatti dell'ordine metafisico, in parallelo con le vicende dell'umano, di cui la commedia dantesca è l'insuperabile documento.
Dopo Doré altri hanno tentato l'impresa di illustrare la Divina Commedia. Ricordo la dinamica fantasia dell'illustratore Serafino Macchiati e perfino quella surreale di Salvador Dalì. Per affrontarla occorre l'energia che scuote il manierismo ripetitivo che ha bloccato tanti illustri contemporanei nella rappresentazione della figura, nella natura morta e nel paesaggio, considerati in sé, come se le vicende dell'umano non esistessero. Questa energia, questa capacità di ridurre il simbolo ad un valore reale è stata riconosciuta dai critici e letterati a Gianni Testa, artista romano ben noto.
Testa non è un pittore di routine, in tutta la sua opera vibra quella corsa verso il fantastico che a lui viene da una buona assimilazione del maggior corso dell'arte romantica dell'Ottocento francese che nasce dal grande Eugenio Delacroix, artista da me profondamente studiato e ripreso, nei nostri verdi anni, dall'amico Aligi Sassu.
Non per nulla Testa si è fatto un nome come pittore dei cavalli, lanciati in corsa verso il fantastico che ha lui viene dalla corrente romantica. Questi cavalli non sono in posa come quelli di De Chirico, bensì nella corsa che la fantasia di Testa vede senza fine, oltre i confini del reale.
Testa dunque, con la sua vena romantica, ha le carte in regola per affrontare i temi danteschi, come le aveva l'indimenticabile Dorè. Queste sue immagini non sono limitte dalla tradizionale illustrazione, sono invece stimolate da quelli impulsi segreti che i versi danteschi suggeriscono a chi ha le capacità di accordarli con la propria fantasia, sfuggendo alla banalità di contingente.

Raffaele De Grada


Gianni Testa ha una carriera ampia e multiforme ma la sua figura di pittore appare oggi chiara, nitida e personalissima esprimendo una coerenza e una continuità di pensiero che fanno di lui un sensibile e appassionato testimone della nostra epoca.
In apparenza, però, i temi, gli argomenti, i nuclei figurativi formulati dal maestro si direbbero remoti dagli eventi e dalle esigenze culturali e spirituali dell’ epoca in cui cui troviamo a vivere. Testa è, piuttosto. un cultore della Divina Commedia, è coinvolto con la grande poesia di un passato glorioso, attinge le sue immagini dalla sfera del Mito ( come nelle sue predilette quasi oniriche visioni dei cavalli), dalla osservazione delle cose naturali e dalla memoria della pittura antica. E non è fuor di luogo mettere in evidenza tali aspetti per avvicinarsi con consapevolezza all’arte di un pittore così complesso. Testa, infatti, si è formato, dopo un iniziale interesse per l’architettura, come restauratore sotto la guida di grandi esperti tra cui va ricordata su tutti Paola Della Pergola, una delle più nobili e amate rappresentanti di una cultura storico-artistica che oggi forse non è riconosciuta come meriterebbe. Testa fu introdotto allo studio della conservazione del patrimonio culturale del nostro glorioso passato nel modo migliore, da coloro cioè che, come Paola Della Pergola esercitavano negli anni cinquanta del secolo scorso, un mestiere, quello del conservatore e dello storico, basato tutto sulla più autentica e generosa passione verso l’ arte e i valori in essa contenuti. Ci credevano veramente, quegli uomini e quelle donne nati nei primi anni del Novecento
e spingevano le giovani generazioni in quella direzione. Testa vi si incamminò con altrettanta dedizione e entusiasmo, quella dedizione e quell’entusiasmo che lo accompagnano ancora adesso, nella sua piena maturità. Apprese bene le tecniche pittoriche antiche e per molti anni fu soltanto restauratore. Ma poi quelle cognizioni le ha riversate tutte nella sua attività creativa che, però, non è mai stata improntata all’imitazione dell’ Antico ma al rispetto e qui risiede il punto fondamentale dell’ essenza della sua arte e del suo rapporto con la contemporaneità.
Testa, in effetti, educato sull’ Antico e su un culto quasi sacrale dell’ Arte, ha basato tutto il suo lavoro sull’insegnamento fondamentale che si può ricevere dalla conoscenza del passato artistico del nostro Paese. E tale insegnamento risiede proprio nel fatto che l’artista che più e meglio di ogni altro sa vivere il suo tempo è sovente quello che non ne parla quasi mai direttamente ma trae dal proprio tempo l’ alimento autentico del suo fervore, della sua voglia di fare indirizzandola a rispondere alle esigenze che l’ artista avverte fiorire intorno a sé e che la maggioranza delle persone sue contemporanee avverte per lo più oscuramente senza riuscire a individuarne il senso profondo. Quello è il compito dell’ artista che considera la sua attività come quella di una fiamma che riscalda gli animi, rischiara le menti e, attraverso di sé, desta curiosità, sgomento, ammirazione, gioia, timore e rispetto.
E l’arte di Gianni Testa è, effettivamente, una sorta di metaforica fiamma che invade lo spazio della pittura e forgia tutte le cose in maniera sintetica e unitaria, conferendo a tutto ciò che rappresenta lo stesso afflato e la stessa energia. Dante, a questo punto, è a tutti gli effetti un nostro contemporaneo perché il maestro ne rivive i momenti fatali della Commedia in un’ ottica di appassionato e struggente amore verso la materia pittorica che si fa forma mantenendo però una sorta di libertà e tensione interna, per cui le immagini prendono corpo nel magma del turbinio dei colori che restano depositati sulla tela come se si stessero formando in quel momento. E’ questo un procedimento antico. Già Tiziano Vecellio, nelle sue ultime opere, lavorava in modo simile: partiva dalla massa cromatica che stendeva sulla tela in modo informale e poi ricavava le figure circoscrivendo quella massa apparentemente caotica e scoprendone l’intrinseca vocazione a rappresentare.
Faceva, in veste di pittore, quello che Michelangelo Buonarroti faceva in veste di scultore: tirava fuori la forma da una materia informe, la massa cromatica nel caso del pittore, il blocco di marmo nel caso dello scultore. Testa, peraltro, ha in sé una vasta esperienza di scultore e non c’è dubbio che questa sua doppia natura artistica renda la sua pittura singolarmente connessa con l’ attività dello scultore. In certi casi la contemporaneità urge talmente alla fantasia dell’ artista che si manifesta esplicitamente, come nel caso del notevolissimo quadro dell’ Undici settembre o nel ritratto, invero cospicuo, di S. Giovanni Paolo II appoggiato al pastorale, stanco e chino che guarda verso di noi da una ancestrale distanza. Qui veramente l’ impatto della materia cromatica che si trasforma in immagine nettamente riconoscibile si incide nella memoria con forza estrema e rifulge all’occhio dell’ osservatore. Ma non rifulge meno in quei quadri, completamente remoti dalla contemporaneità in quanto a contenuti, in cui la materia cromatica sembra come scagliata dentro il quadro ( è il caso di alcuni dipinti ispirata al Purgatorio di Dante) dove sembra che una specie di astronave di luce o di meteorite infuocato precipitino dentro il dipinto innervandolo di energia e, letteralmente, di quel tumulto emotivo che guida la mano del maestro.
Talvolta testa sbozza l’immagine con grandi campi di colore per cui sembra di vedere alternarsi sulla tela una tendenza a sfumare e una a definire, contigue e come inseparabili. Talvolta questi “eserciti” cromatici si concretizzano con una sorprendente adesione a un forte naturalismo che ci fa vedere grappoli d’ uva, metamorfosi di figurazioni ben note come quelle dei cavalli, evocazioni di momenti arcaici, in cui il colore appare come un vento cromatico che spinge delle foglie, che sono le pennellate stesse, a coagularsi in forma di figure, mentre altre volte si nota un sorprendente contrasto tra una potente accensione della cromia e un altrettanto esplicito incupimento della materia pittorica fino a arrivare a certe visioni urbane in cui lo sguardo si rischiara e la tensione emotiva espressa dal maestro pare placarsi nel nome di momenti meditativi e sereni.
Certo è che il retaggio ricevuto da Testa in gioventù da figure centrali nella storia dell’ arte italiana come Carlo Levi o Pericle Fazzini, non si è mai spento o attutito nella sua fervida creatività. Da quei grandi maestri Testa non ha tratto tanto elementi stilistici quanto l’ insegnamento, analogo a quello impartitogli da una personalità come la Della Pergola, a concepire il tema artistico come uno slancio perpetuo, una sorta di animazione universale delle cose, proprio in senso dantesco, che fa del nostro pittore un personaggio di rilevante interesse per i nostri pensieri e per le nostre attuali meditazioni.

Claudio Strinati

Eventi del - 1962
Collettiva con Purificato, Quaglia, Levi e Mazzacurati – Roma

Eventi del - 1967
Listra Oersibake ZF - Montecatini Terme
E collettive Quadro acquistato dal Comune di Roma per il Museo di Palazzo Braschi
Primo Premio Coppa d'Argento dell'Assessorato Sport Turismo e Spettacolo del Comune di Roma
Primo Trofeo C.I.A.C.
Primo Premio Targa d'Oro per la partecipazione all'Internazionale Città di Roma
Primo Premio acquisto Lago di Bracciano
Primo Premio Arti Figurative Città di Roma "Roma Viva"

Eventi del - 1968
Premio acquisto alla VI biennale Romana
Premio acquisto dell'U.N.E.S.C.O.
Premio Mostra Arte Sacra - Bologna
Collettiva alla Triennale di Milano
Dipinto eseguito nella Cattedrale di Castel di Sangro (AQ)

Eventi del - 1969
Mostra personale ad Alghero
Mostra personale a Bologna
Mostra personale a Roma
Mostra personale a Cagliari
Mostra personale a Udine
Premio Coppa "Giulio Andreotti" - Roma

Eventi del - 1970
Premio Circolo Canottieri - Roma
Mostra Personale a Chianciano Terme
Mostra Personale a Viterbo
Primo Premio "Brandy Italiano" - Genova

Eventi del - 1971
Mostra personale a Palazzo Strozzi - Firenze
Mostra personale a Napoli

Eventi del - 1972
Premio Mostra "Pavone d'Oro" - Milano
Mostra personale Stilmax
Mostra personale a Chianciano Terme
Mostra personale Galleria Visconti in Modrone - Milano

Eventi del - 1973
Mostra personale Galleria l'Incontro - Taranto
Mostra personale Galleria Le Alpi - Bolzano
Mostra personale a L'Aquila
Mostra personale ad Ancona

Eventi del - 1974
Mostra personale Palazzo Comunale - Palermo
Mostra personale Palazzo Braschi - Roma
Mostra personale Galleria Chariot - Roma

Eventi del - 1975
Mostra personale Galleria Cavalletto di Caravaggio - Roma
Mostra personale alla Galleria Boheme - Ostia Lido
Mostra personale Galleria Renault - Roma
Mostra personale Art Gallery - Chianciano Terme

Eventi del - 1976
Mostra personale Galleria Renault - Roma
Mostra personale a Siracusa

Eventi del - 1977
Collettiva con De Chirico, Guttuso, Calabria, Monachesi, Ghiglia, Trotti alla Galleria Chariot - Roma
Mostra personale Galleria Morabito - Reggio Calabria

Eventi del - 1978
Mostra personale Galleria Il Grillo - Monterotondo (FG)

Eventi del - 1979
Mostra personale a Ragusa
Mostra personale a Roma

Eventi del - 1980
Mostra personale a Bologna
Mostra personale a Frosinone

Eventi del - 1981
Premio Anno del Fanciullo

Eventi del - 1982
Premio "Cronaca nel Mondo"
Premio "L. Vanvitelli" - Caserta
Premio Endas - Ragusa
Mostra personale Club Karalis - Roma
Mostra personale a Piacenza

Eventi del - 1983
Mostra personale di disegni sull'Apocalisse alla Galleria Manieri
Mostra personale a Ferrara

Eventi del - 1984
Premio Ibla Mediterraneo - Ragusa
Mostra personale a Sutri (VT)

Eventi del - 1985
Mostra personale Galleria "La Sfinge" - Roma
Mostra personale Galleria "Mondo dell'Arte" - Udine

Eventi del - 1986
Mostra personale Galleria Russo - Roma
Mostra personale Galleria "La Barcaccia" - Fiuggi

Eventi del - 1987
Mostra personale Galleria Russo - Roma
Mostra personale Galleria "La Barcaccia" - Fiuggi
Mostra personale a Bari

Eventi del - 1988
Mostra personale Galleria Russo - Roma
Mostra personale a Torino
Mostra personale Galleria dello Stretto - Messina

Eventi del - 1989
Mostra personale ad Ancona
Mostra personale ad Aosta
Mostra personale Galleria Il Mondo dell'Arte Sirmione (BS)
Mostra collettiva a memoria delle Ardeatine Roma
Mostra personale Palazzo della Regione Palermo

Eventi del - 1990
Mostra personale Galleria Russo - Roma
Mostra personale Galleria Merlin - Udine
Mostra collettiva "Arte Roma" - Palazzo dei Congressi - Roma
Mostra Collettiva "Fao Fame nel Mondo" - Roma
Mostra personale Galleria dello Stretto - Messina
Mostra collettiva "Omaggio a Salvatore Quasimodo" - Roma

Eventi del - 1991
Opere eseguite per la RAI TV nel programma "Mattina 2"
Mostra personale Palazzo Comunale - Messina

Eventi del - 1992
Opere eseguite per la RAI TV nel programma "Mattina 2"
Mostra organizzata dalla RAI TV "Ritratti e Copertine"
Mostra personale Galleria al Tarlo - Villa San Giovanni (RC)
Mostra personale Palazzo Reale - Napoli

Eventi del - 1993
Opere eseguite per la RAI TV nel programma "Mattina 2"

Eventi del - 1994
Opere eseguite per la RAI TV nel programma "In famiglia"

Eventi del - 1995
Opere eseguite per la RAI TV nel programma "In famiglia"

Eventi del - 1996
Mostra personale a Roma
Mostra personale a Frosinone
Mostra personale Galleria d'Arte Europea - Alcamo (TP)
Mostra personale a Bologna

Eventi del - 1997
Mostra personale Saloni Banca d'Italia a Roma
Mostra personale Galleria al Tarlo - Villa San Giovanni (RC)
Mostra personale a Frosinone

Eventi del - 1998
Mostra personale Galleria European Centre - Foggia
Mostra personale San Giovanni Rotondo (FG)
Mostra personale a Roma
Mostra personale a Manfredonia
Mostra personale a Vieste
Mostra personale a Viterbo
Mostra personale Galleria al Tarlo - Villa San Giovanni (RC)

Eventi del - 1999
Mostra personale Studio d'Arte Due - Venezia
Mostra personale Galleria d'Arte Micati - Giulianova (TE)
Mostra personale Museo Civico G. Maltese - Foro d'Ischia (NA)
Mostra personale Gildart - Roma
Mostra personale Lorart - Latina

Eventi del - 2000
Mostra personale Museo il Torrione - Ischia
Mostra personale Padova Fiera - Padova
Mostra personale Galleria "Il Corridoio" - Palermo
Mostra collettiva "Scilla e Cariddi" Galleria Il Saggittario - Messina
"Suoni e Colori" Art Gallery di Myriam Peluso - Cosenza

Eventi del - 2001
Mostra personale "Scilla e Cariddi" Galleria Dante - Palermo
Mostra personale Al Castello Santa Severina Cosenza
Mostra personale Al Castello di S. Luri Cagliari

Eventi del - 2002
Mostra personale Le Muse di Myriam Peluso Calabrese Cosenza
Premio Foyer des Artist Università di Roma
Premio Città di Roma

Eventi del - 2003
Mostra Antologica a Monte S. Angelo (FG)
Premio Petaso al talento artistico Teatro Olimpico Roma

Eventi del - 2005
Mostra personale Galleria Il Mondo dell'Arte Palazzo Margotta Roma
Mostra personale Galleria Al Tarlo Villa San Giovanni (RC)

Eventi del - 2006
Mostra personale Galleria Linea d'Arte - Bari
Mostra personale Fiera Taormina

Eventi del - 2007
Mostra personale Galleria Evangelisti Frosinone
Mostra collettiva "Omaggio alla Divina Commedia" Chiesa degli Artisti Roma
Mostra collettiva di pastelli Galleria Il Saggiatore Roma

Eventi del – 2009
Premio “Comunicare l'europa”
Personale Museo Civico Viterbo “La maschera e il volto” (VT)

Eventi del – 2010
Donato quadro “Apocasisse” a Papa Benedetto XVI
Collettiva New York 521 20th Street

Eventi del – 2012
Personale Tivoli – Palazzo Valentini
Collettiva a Venezia con Xante Battaglia
Collettiva Cagliari Museo d'arte Fondazione Logudoro
Week End Art Civitella d'Agliano (VT)
Personale a Francavilla Fontana (BR) Castello degli Imperiali
Eventi del – 2013
Personale a Spoleto
Presentato Manifesto per Spoleto

Eventi del – 2014
ANTOLOGICA MUSEO DEL VITTORIANO - ROMA
MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA COLLETTIVA TRA I REPERTI DI VILLA VECCHIA (VILLA PHAMPHILI) TRAMITE LA GALLERIA ASTROLABIO ART GALLERY (ROMA)

Eventi del 2015
MOSTRA “ TOUR “ EMIRATI ARABI UNITI (Sharjah- Dubai-Abu Dhabi)
ROMARTE “BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE E CULTURA “ 15/18 MAGGIO 2015 FIERA DI ROMA.
EXPO ARTE MILANO 2015 TERRA ! DAL 5 AL 10 MAGGIO
24 SETTEMBRE 2015 INAGURAZIONE E APERTURA ATELIER “CARNEVALI SPOSE “
4 OTTOBRE 2015 ARTISTI O GLADIATORI ? “MUSEO STADIO DI DOMIZIANO “PIAZZA NAVONA .
13 AL 16 NOVEMBRE “ARTE PADOVA “

Eventi del 2016
Collettiva presso Firenzeart Gallery - Firenze

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