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Silvio Ricci

"L'alba della civiltà"

LIBRO DELLE VISITE
Firenze, paesaggio urbano
mista tavola
70 x 50 cm.
Firenze - Arno
acquerello carta
40 x 30 cm.
Ercole Farnese di Lisippo
mista carta
21 x 29 cm.
Annunciazione tra gli olivi
acquerello carta
31 x 43 cm.
Ritratto Caruso
olio tela
50 x 70 cm.
Orlando furioso Canto XXIV
mista carta
21 x 30 cm.

CRITICA


Aquilano di nascita, fiorentino di adozione, Silvio Ricci è un solido pittore capace di esprimersi con una moltitudine di tecniche, dall’acquarello alla pittura a olio, dalle matite colorate alla penna biro, con i pastelli, con le cere, i gessetti, la terra, l’acrilico poi il collage, spesso la tecnica mista; uno sperimentatore raffinato, questa è la storia tecnico-artistica di Ricci, che ha utilizzato supporti tradizionali ma anche tavole, carta, faesite. I soggetti classici di Ricci sono quelli tradizionali, paesaggi, soggetti religiosi, squarci cittadini e ritratti, soprattutto di giovanissimi; quando però si è trattato di interpretare Firenze denunciando come la città abbia abdicato alla sua austerità e si sia rivelata soltanto avida, Ricci non si è tirato indietro e ha prodotto opere simboliche, metà veementi, metà ironiche.
Ricci si presenta al pubblico di appassionati e collezionisti di FirenzeArt con un solido curriculum di esposizioni tenutesi negli anni nel capoluogo toscano e altrove; personali e collettive lo hanno visto protagonista in Gallerie meneghine, a Trento, a Modena, in Vestfalia (Germania) poi in Rassegne, Premi e Celebrazioni (l’elenco completo è in calce a questo scritto); della sua pittura si sono interessati illustri critici come Roberta Fiorini, Gianni Labate, Gaetano Quinci e il presidente del nobile sodalizio fiorentino Gruppo Donatello, Ugo Barlozzetti. In particolare Barlozzetti parla di sortilegio della fantasia e contemplazione rispetto a certe opere di Ricci di evidente matrice surrealista e metafisica.
Nella raffigurazione dei diversi soggetti Ricci utilizza altrettanto differenti abilità: ed ecco allora l’essenziale fisionomico dello splendido ritratto a mezzo busto di Caruso, dove il volto con quella bocca e quello sguardo raccontano meravigliosamente il personaggio; la luce dell’Annunciazione - lontanissima dalle rappresentazioni sacre che conosciamo e insolita perché collocata tra gli ulivi - che esprime il significato pittorico e soprattutto religioso dell’opera ed è frutto di una felice intuizione; il disegno di Ercole Farnese di Lisippo dove si manifesta tutta l’abilità tecnica dell’artista che produce una figura intrigante, ricca di pathos e seducente; l’acquerello Firenze e l’Arno, quasi monocromatico, dove vi è essenzialità nella raffigurazione, ma proprio in questo sta la potenza dell’opera, che si avvale di una luce, calibrata, confortante, che non è affatto decorativa ma è l’anima del quadro; il paesaggio urbano con la sua scritta monca (ma facilmente completabile) che cola vernice rossa e manifesta una riflessione critica sulla città che sembra - ed è questo il senso dell’opera - recuperare la propria autenticità, solo nel tifo per la squadra di calcio; poi la ‘Ballerina, ritratto di Maria Teresa’, opera ad olio monocromatica, che è un piccolo grande capolavoro con una miriade di segni che sono le parole di un racconto sulla bella storia di questa bambina; le ‘Cattedrali della natura’, un’opera ricca di simboli, dalla croce prodotta da un ombra e calpestata sulla neve (correttamente riprodotta con una dominante di colore azzurrina che è quella che produce la luce solare a certe ore del giorno) ai segni, visibili tra i rami, della presenza divina nei luoghi che ancora resistono alla nostra visione antropocentrica dell’universo; mirabile L’Angelo annunziante’ alla maniera) di Andrea della Robbia, la cui cromia, postura e espressività risultano perfettamente coerenti con l’opera del grande scultore e ceramista fiorentino.

Jacopo Chiostri




MOSTRE PERSONALI


1984: Galleria d'Arte Moderna “Il Cenacolo”, Corso dei Tintori, Firenze
1985: Circolo “La Talpa”, Via di Mezzo, Firenze
1987: GADARTE, Associazione culturale, Via S. Egidio, Firenze
1988: Centro d'arte S. Barnaba, Milano
1988: Galleria "La Spirale", Prato
1990: Chiesa di San Niccolò, Stia, Arezzo
1991: Palazzo Cocchi Serristori, Firenze




MOSTRE COLLETTIVE


1984: Premiato alla decima edizione del “Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica Santa Croce”;
1988: “Persistenze dei linguaggi dell'arte”, Chiostro di S. Domenico, Pistoia:“Fiorente”, 1988. Villa Arrivabene, Parterre, Piazza S. Croce, Firenze;
1988: “Piogge acide” rassegna di pittura “gli artisti denunciano”, Villa Arrivabene, Firenze;
1990: “Diciotto per ventiquattro”, Galleria Helga Wicher, Wuppertal, (Renania Settentrionale – Vestfalia), Germania;
1990: Fiera internazionale del libro “Diplo”, Fortezza da Basso, Firenze;
1990: Premio Italia per le arti visive “Beato Angelico”, Palazzo Pretorio, Certaldo, Firenze;
1990: XII Premio Nazionale “Città di Civitella”, Civitella Val di Chiana, Arezzo;
1990: Mostra Mercato d'Arte Moderna “Art box”, Castello dei Pio, Carpi, Modena;
1990: Mostra itinerante “Blocco per artisti” curata da "il candelaio edizioni";
1992: Quarta edizione della “Rassegna Biennale di Pittura intitolata al maestro Francesco Bonfanti”, Cembra, Trento;
1997: OMAGGIO A CARUSO , Villa Bellosguardo, Lastra a Signa;
1998: “Trenta artisti per Caruso”, Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, Via della Scala, Firenze;
2003: “Artisti Fiorentini per San Valentino”, mostra di pittura organizzata dal Comune di Firenze, Palagio di Parte Guelfa, Firenze;




STAMPA


1984: Bimestrale di Cultura ed Arte “ALLA BOTTEGA”, Via Plinio, Milano: N.6 novembre/dicembre, pubblicazione di recensione alla mostra personale tenuta presso la galleria "Il Cenacolo", a firma del corrispondente G. Labate
1988: “Arredorama - Il mobile italiano nel mondo”, n.188/novembre 1988, rivista mensile, Milano. Recensione della mostra alla galleria La Spirale.
1988: “Corriere di Firenze”, quotidiano del 14/01/1988, recensione alla mostra collettiva “Fiorente” con fotografia della mia opera
1988: “Firme nostre”, Organo del centro bibliografico scrittori e artisti, quadrimestrale, anno XXX n. 117, aprile 1988, recensione alla mostra presso la galleria Gadarte, a firma di Gaetano Quinci.
1991: Presentazione della mostra a Palazzo Serristori a cura di Ugo Barlozzetti.
1993: Eco D'Arte Moderna, n. 87 (n.1/2 gen/feb 1993), recensione alla IV rassegna, Biennale di Pittura intitolata a F Bonfanti
1993: Quotidiano “Trentino”, edizione locale Lavis -Rotaliana, recensione sulla Rassegna, Biennale di Pittura di Cembra.






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