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Adorno Bonciani

1920
Biografia
Adorno Bonciani è nato a Ponte a Ema (Fi) nel 1920; risiede e lavora a Firenze.
Fin da piccolo ha manifestato una forte inclinazione artistica, tanto che alcuni suoi disegni fatti alla
scuola elementare negli anni Trenta furono scelti da Rosai e pubblicati sulla rivista Il Bargello.
Conseguito il diploma di geometra nel 1946, ha lavorato nel settore tecnico, realizzando opere di
rilievo tra cui l’impianto termico nella Basilica di Santa Croce a Firenze dopo l’alluvione del 1966.
Dal 1946 al 1960 ha soggiornato a Milano e a Venezia ed ha iniziato a dedicarsi alla pittura
assimilando varie esperienze, dalla lezione dei grandi maestri del passato al Cubismo e al
Futurismo, compresa qualche suggestione per Campigli e Gentilini, sviluppando un linguaggio
personalissimo denso di tensione poetica, di esperienze vissute e di fantasia.
Ha scritto poesie umoristiche e due libri: La candida Valle dell’Ema nel 1977 (ed. Giorgi e Gambi)
dedicato al suo paese che gli ha ispirato gli umori semplici e spesso divertenti della sua gente e
Ulinto nel 1995 (ed. Centro 2P).
Innumerevoli le mostre personali a Firenze, in Italia ed in varie parti del mondo, specialmente negli
Stati Uniti e in Giappone.

Gabriella Gentilini
dal depliant della mostra "Quando il sogno è poesia", Firenzeart Gallery, Firenze, marzo 2002.
Recensioni
"Quando il sogno è poesia"

C’era una volta un coro di chierichetti che cantava sul sagrato di una chiesa accompagnato dalle note di un violino e di un violoncello suonati da due giovani sacerdoti. Tutti attendevano gli sposi che arrivarono su una carrozza trainata da un cavallo fantastico. Poi due bambini si staccarono dal gruppo, salirono al volo su una giostra e si fecero un bel giro; gli altri si disposero in fila seguendo una processione sacra. Poco lontano la cocomeraia, il gelataio, il pittore, il gondoliere, la venditrice di vasi, il barbiere, persino un Pinocchio appena acquistato su una bancarella dalla mamma per la sua bimba, che lo prese subito per mano come un compagno di giochi. Mentre i turisti si lasciavano fotografare al tavolo di un caffè e i musicanti continuavano a suonare, la vita scorreva tranquilla in ogni angolo di quel paese incantato, dove al posto del vento spirava una soave melodia, tanto che alcuni musicisti ne erano talmente rapiti da prendere le sembianze dei loro strumenti, scomposti alla maniera cubista.
Il sole illuminava le splendide facciate delle cattedrali, delle basiliche e dei monumenti: Firenze, Pisa, Venezia, Parigi, tutte le città della Terra sembravano unirsi in un solo canto, animate da quelle deliziose creature, leggere come l’aria, che si muovevano timidamente, sfiorando il suolo con delicatezza. I loro visini tondi lasciavano trasparire una serenità ed una luce interiore che si diffondevano attorno, ma nascondevano anche un velo di tristezza perché nessuno le faceva uscire dal mondo dei sogni.
Un giorno incontrarono un poeta pittore, Adorno Bonciani, il quale entrò in punta di piedi nei luoghi della fantasia dove vivevano da secoli e si innamorò di loro. Rimase colpito dalla dolcezza, dal candore e dalla sottile ironia di quei piccoli esseri. Lentamente li tirò fuori uno ad uno dal suo pennello magico, facendo attenzione a mantenere intatta l’atmosfera che li circondava e la perfezione delle architetture, frutto della civiltà e dell’ingegno umano.
Da quel momento Bonciani si è dedicato completamente a questi meravigliosi personaggi, ha saputo ascoltare i segreti del loro cuore e li ha resi protagonisti delle sue opere.
Con elegante abilità e grande perizia tecnica, ma anche con pazienza, creatività inesauribile e tanto amore, continua a far vivere l’immaginazione calandola nella realtà quotidiana, in un gioco convincente di scambi e di rimandi tra il sogno e la verità.
La favola narrata da Adorno Bonciani ci affascina, ci coinvolge e ci fa riflettere, lanciandoci un messaggio che invita ad accarezzare la fantasia per disegnare, con gioia e sentimento la nostra vita, nell’armonia e nella luce dell’anima.
Gabriella Gentilini

Dal depliant della mostra “Quando il sogno è poesia”, a cura di Gabriella Gentilini, Firenzeart Gallery, Firenze, marzo 2002

"... Le emozioni delicate e poetiche che ci regala l’ironico, fantasioso maestro fiorentino Adorno Bonciani, con il suo mondo fiabesco, gioioso e sereno, popolato di eteree creature che vivono nell’atmosfera incantata delle più belle e suggestive città del mondo. La magia del sogno ridisegna la realtà con il sorriso e diviene metafora dell’armonia interiore..."
Gabriella Gentilini
dal catalogo della mostra "Emozioni", Firenzeart Gallery, Firenze, 11 ottobre - 5 novembre 2005.
Mostre
Firenzeart Gallery, Firenze, "Quando il sogno è poesia", a cura di Gabriella Gentilini, marzo 2002.

Firenzeart Gallery, Firenze, "Emozioni", a cura di Gabriella Gentilini, ottobre-novembre 2005.
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