Biografia
NOTE BIOGRAFICHE E PARTECIPAZIONE A MOSTRE
Andrea Tirinnanzi è nato a Firenze nel 1948, dove risiede e lavora.
Da molti anni frequenta l’ambiente artistico e si occupa dell’organizzazione di mostre a Firenze e a Montespertoli (Fi).
Si è accostato con successo alla pittura non figurativa e attualmente si dedica con passione all’arte digitale e al collage.
Mostre
“SGUARDI, DELICATEZZE E MAGIE”, marzo 2001, Firenzeart Gallery, Montespertoli;
collettiva ”Officina dell’Arte” in occasione della 44° Mostra del Chianti di Montespertoli, maggio-giugno 2001, Firenzeart Gallery;
personale al Bar Pasticceria Fabbri, via Pisana, 140/142r, Firenze, marzo-settembre 2001;
Firenzeart Gallery, Firenze;
"UNO STRAPPO ALLA REGOLA", mostra personale di collages presentata da GABRIELLA GENTILINI, presso bar pasticceria Pegaso, Via Pisana, 142r, gennaio 2005.
Sue opere si trovano presso Firenzeart Gallery ed in collezioni private italiane.
E' presente nel sito Minerva, cultura scientifica per il cittadino, nella sezione http://www.minerva.unito.it/Alimentare/Coca/coke/index. insieme a maestri come Warhol e Schifano.
Recensioni
ANDREA TIRINNANZI, SGUARDI SUL QUOTIDIANO
Dall’informale al digitale. Il passo non è tanto breve, ma Andrea Tirinnanzi lo ha compiuto con disinvolta maestria e con tenace passione, dedicandosi negli ultimi anni, ad un’arte più “pulita” perché evita il contatto diretto con i colori e più intellettuale perché richiede perfetta conoscenza e padronanza di uno strumento ormai protagonista della nostra vita, il computer.
Attento, curioso, ironico, Tirinnanzi raccoglie i suoi continui sguardi sul quotidiano inventando fantasiose composizioni realizzate con i più diversi oggetti d’uso comune, anche di recupero, accostandoli ed assemblandoli tra loro per temi di attualità, come il consumismo, con le carte di credito, le lattine di bibite, o gli ultimi respiri della Lira, ovvero “la fine di un’epoca”. Ma c’e anche l’omaggio al Carnevale e alla musica, accanto al modo romantico o scherzoso con cui tratta la figura umana e le sperimentazioni sulla materia delle cose, compresa l’effervescenza della Coca-Cola.
E ancora, il risultato delle più diverse situazioni catturate dall’obbiettivo della sua macchina fotografica, che una volta riversate nel computer, Tirinnanzi riesce a piegare ad ogni suo volere. Soluzioni estrose, ma sempre immagini ben studiate, che possiedono un loro significato e contengono un messaggio, più o meno esplicito, nell’armonia gradevole del loro essere.
Elaborazioni, sovrapposizioni, giochi di colori e di trasparenze, vere e proprie acrobazie digitali che Tirinnanzi realizza con l’abilità di un prestigiatore e con l’acutezza con cui sa cogliere ogni momento ed ogni aspetto della realtà, interpretandoli con creatività ed intelligenza.
La computer art non si vuole certamente sostituire al pennello, ma costituisce un contributo irrinunciabile al progresso dell’umanità e nelle mani di artisti come Andrea Tirinnanzi rappresenta un modo originale ed accattivante per tradurre idee, per esprimere sentimenti ed emozioni e per guardare al futuro.
GABRIELLA GENTILINI
Firenze, giugno 2001
ANDREA TIRINNANZI, UNO STRAPPO ALLA REGOLA
Un film, una musica, una mostra, un evento, una pubblicità che ci è rimasta in mente. Momenti che hanno scandito la nostra vita, ormai sepolti nella memoria. Tutto passa ma non la traccia che ogni cosa ha saputo lasciare in noi. Allora si apre il famoso baule dei ricordi e gli oggetti dimenticati saltano fuori come per magia. Ecco una cartella piena di rari manifesti cinematografici, locandine di mostre e di avvenimenti, copertine di vecchi dischi. Ma tutto resterebbe lì alla rinfusa se non fosse recuperato, selezionato, fotografato e adattato da quella autentica fucina di idee e di creatività che risponde al nome di Andrea Tirinnanzi.
La sua instancabile voglia di ricerca, alimentata da una verve fantasiosa e ironica, va ad ampliare gli orizzonti dei suoi “Sguardi sul quotidiano” che ci aveva lanciato tempo addietro con una personalissima interpretazione della computer art, sollecitando una capacità inventiva che si riallaccia a precedenti illustri, dal Cubismo alla pop art, fino ai nostri giorni.
La tecnica del collage infatti, ha sedotto grandi artisti per le sue potenzialità espressive, per il suo fascino a metà strada tra l’innovazione, la provocazione, la voglia di comunicare. Scomporre la realtà e ricostruirla secondo un ordine diverso corrisponde al desiderio di dialogare attraverso la materia, strapparla, frammentarla, assemblarla nell’infinito puzzle della vita.
Per Andrea Tirinnanzi non è estraneo il contatto continuo con l’arte e con gli artisti, quale motivo di discussione e di approfondimento, di arricchimento e di stimolo alla sua naturale inclinazione. E quando gli impegni glielo consentono, complice il suo vivace estro, ci prepara qualche gradevole sorpresa. In questa occasione ci propone una gustosa ricetta per fare uno strappo alla regola: si prende una bella fetta di realtà, si aggiunge un po’ di fantasia, ironia quanto basta, buon gusto a volontà, si mescola e si condisce il tutto con un pizzico di divertimento. Ed ecco servito un altro assaggio della presenza di Andrea Tirinnanzi sulla scena dell’arte, a cui si affaccia sempre con la discrezione ed il sorriso, con la garbata originalità delle sue composizioni.
Composizioni mai nate per caso, ma frutto di studio e di sperimentazione, che assecondano l’acuto spirito di osservazione dell’autore, dimostrando la serietà d’impegno e insieme la freschezza giocosa con cui ci offre spunti di riflessione capaci di suscitare interesse e piacevolezza.
GABRIELLA GENTILINI
Firenze, gennaio 2005